giovedì 9 maggio 2013

Trasloco

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sabato 20 aprile 2013

Di santi, poeti e navigatori

Noi italiani siamo gente creativa. Inventare, innovare, trovare soluzioni originali fa parte del nostro inconscio collettivo e questa realtà di per se  non è né buona né cattiva. E' quello che siamo, quello che sappiamo fare perché era così che facevano i nostri genitori e i genitori dei nostri genitori. Da queste carte possono venire fuori uomini come Leonardo, Michelangelo, Benigni, Eco o come tutti gli italiani che - ormai quasi sempre all'estero - innovano, fanno ricerca, portano la ricchezza che viene dalle idee. Ma dalle stesse premesse possono nascere anche i Mussolini, i Berlusconi, i D'Alema. Uomini a loro modo carismatici che, una volta eletti rappresentanti della nostra classe dirigente, trovano nelle nostre caratteristiche terreno fertile per propagare il qualunquismo, la furberia e spesso l'illegalità. Per questo credo che, almeno in questo momento, parlare di senso civico, di responsabilità, di bene comune non abbia molto senso in questo nostro paese pieno di sole. Da decenni abbiamo imparato da chi sta sopra di noi l'arte del compromesso, dell'arrangiarsi, del gettare acqua al proprio mulino. "Non mi fare la fattura... ci mettiamo d'accordo e paghiamo meno tutti e due. Poi tanto con quello che rubano gli altri..." Perché gli Altri sono sempre peggio di noi: un po' più disonesti, un po' più scaltri. E il dramma è che spesso abbiamo ragione. "Perché devo essere io l'unico stupido? Perché devo sbattermi con la differenziata quando poi si sa che i rifiuti finiscono tutti insieme? Perché devo farti lo scontrino per due euro quando uno come Fiorito che ha rubato milioni è libero? Perché devo fare il biglietto della metropolitana se il servizio fa schifo?" Ok, possiamo scegliere questa posizione. Però poi quando, come oggi, la nostra classe politica raggiunge livelli olimpionici di schifo non possiamo fare le anime belle e dire che meritiamo di meglio. Ovviamente ci sono parecchie e dolorose eccezioni, ma la mia impressione è che questi sono i governanti che ci meritiamo. E che, cosa non da poco, abbiamo eletto democraticamente. 

Purtroppo è un serpente che si mangia la coda: il malcostume genera malcostume e produce altro malcostume. Come si interrompe questo circolo vizioso? Forse, solo andandosene dall'Italia. Scrollandosi di dosso quest'aria soffocante che sa di sole e di fiori, spalancando gli occhi, guardando da fuori tutto quello che stiamo sprecando e poi - se si ha davvero coraggio - tornando.