Noi italiani siamo gente creativa. Inventare, innovare,
trovare soluzioni originali fa parte del nostro inconscio collettivo e questa
realtà di per se non è né buona né cattiva. E' quello che siamo, quello
che sappiamo fare perché era così che facevano i nostri genitori e i genitori
dei nostri genitori. Da queste carte possono venire fuori uomini come Leonardo,
Michelangelo, Benigni, Eco o come tutti gli italiani che - ormai quasi sempre
all'estero - innovano, fanno ricerca, portano la ricchezza che viene dalle
idee. Ma dalle stesse premesse possono nascere anche i Mussolini, i Berlusconi,
i D'Alema. Uomini a loro modo carismatici che, una volta eletti rappresentanti
della nostra classe dirigente, trovano nelle nostre caratteristiche terreno
fertile per propagare il qualunquismo, la furberia e spesso l'illegalità. Per
questo credo che, almeno in questo momento, parlare di senso civico, di
responsabilità, di bene comune non abbia molto senso in questo nostro paese
pieno di sole. Da decenni abbiamo imparato da chi sta sopra di noi l'arte del
compromesso, dell'arrangiarsi, del gettare acqua al proprio mulino. "Non
mi fare la fattura... ci mettiamo d'accordo e paghiamo meno tutti e due. Poi
tanto con quello che rubano gli altri..." Perché gli Altri sono sempre
peggio di noi: un po' più disonesti, un po' più scaltri. E il dramma è che
spesso abbiamo ragione. "Perché devo essere io l'unico stupido? Perché
devo sbattermi con la differenziata quando poi si sa che i rifiuti finiscono
tutti insieme? Perché devo farti lo scontrino per due euro quando uno come
Fiorito che ha rubato milioni è libero? Perché devo fare il biglietto della
metropolitana se il servizio fa schifo?" Ok, possiamo scegliere questa
posizione. Però poi quando, come oggi, la nostra classe politica raggiunge
livelli olimpionici di schifo non possiamo fare le anime belle e dire che
meritiamo di meglio. Ovviamente ci sono parecchie e dolorose eccezioni, ma la
mia impressione è che questi sono i governanti che ci meritiamo. E che, cosa
non da poco, abbiamo eletto democraticamente.
Purtroppo è un serpente che si mangia la coda: il malcostume
genera malcostume e produce altro malcostume. Come si interrompe questo circolo
vizioso? Forse, solo andandosene dall'Italia. Scrollandosi di dosso quest'aria
soffocante che sa di sole e di fiori, spalancando gli occhi, guardando da fuori
tutto quello che stiamo sprecando e poi - se si ha davvero coraggio - tornando.