Dunque. Fondamentalmente ormai mi sono affezionata a questo
piccolo blog, solo che non so mai bene cosa scriverci. Mi spiego: amo la
bloggosfera e mi piacerebbe condividere un po' del mio mondo, ma - ad esempio -
proprio non riesco a capire quelle persone che pubblicano foto
super-contrastate della loro progenie come se non ci fosse un domani. Oppure
autoscatti di parti anatomiche fatti nei camerini dei negozi. Non dico che non
li condivido per qualche motivo profondo, è che, a parte rare eccezioni, io
riesco a fare una roba alla volta (quando ci riesco). Epperò mi giunge voce che
le immagini 'tirano', che catturano l'attenzione più delle parole. Così mi è
venuta alla mente un'idea geniale: Una rubrica di consigli letterari! Con dei
blog-guest d'eccezione! E un servizio fotografico francamente imbarazzante
originale! Tanta roba, lo so. Dunque, senza por tempo in mezzo, mi accingo a
presentarvi i primi (e forse ultimi, dipende dalla dignità che mi resterà in
futuro) ospiti letterari di Mi Piacerebbe Essere un Gatto.
MOMO – Michael Ende (Mulder e Scully)
Ai margini
della città, tra le rovine di un antico anfiteatro, vive
una bambina orfana di nome Momo. Momo ha un talento speciale, la capacità di
ascoltare, che usa per aiutare
tutti i suoi amici che vengono a farle visita, finché un giorno i
sinistri Uomini Grigi cominciano a impadronirsi silenziosamente della città. Solo Momo
ha il potere di resistere, e con l'aiuto del Professor Hora e la sua strana tartaruga Cassiopea, viaggia oltre
i confini del tempo per scoprire
i loro segreti oscuri.
Questo libro è piaciuto molto a
entrambi. Si tratta di una storia ‘senza tempo’ (--> battutona di Mulder che
apprezzerete in pieno dopo aver letto il libro, n.d.S.) che lettori di età
diverse potranno apprezzare secondo diversi livelli di lettura. Momo è un’eroina sui generis che non ha nessuna delle
caratteristiche delle più o meno moderne Principesse di varia provenienza;
anzi, oggi probabilmente verrebbe definita una senza fissa dimora con un
ritardo dell’apprendimento (giustificato però da una mancata frequentazione
scolastica, n.d.S.). Questa decenne però ha un talento speciale: la capacità di
ascoltare. Momo non elargisce consigli né opinioni… ascolta e basta, regalando
tempo senza domandare nulla in cambio. Uno spreco che gli Uomini Grigi proprio
non possono tollerare. Una lettura breve e delicata, perfetta tanto quanto fiaba
della buonanotte che come compagna per un pomeriggio di pioggia.
CUCCETTE PER SIGNORA –Anita Nair (Scully)
India. Un treno in viaggio nella notte e sui binari si
snodano e si intersecano i ricordi di sei donne, sconosciute compagne di
viaggio. All'arrivo Akhila sarà finalmente una donna serenamente decisa a
spezzare le catene della sua cultura.
Questo libro ho dovuto recensirlo io perché “E’ un romanzo
da femmina.” Vero. Probabilmente è vero che la psicologia femminile è cosa
troppo complicata per un uomo, che non capendo questo genere di scrittura la
bolla come noiosa, pesante… e via andare. Senza contare che un uomo, trovandosi
di notte in compagnia di altri cinque portatori di pène (occhio all’accento),
si guarderebbe bene dal condividere con essi debolezze, fallimenti e sogni. Le
protagoniste di questo romanzo invece sono donne frustrate e
provate dalla vita, e però terribilmente sincere. Di quella sincerità che nasce
solo tra sconosciute e, forse, solo di notte. Le loro sono storie di
sacrificio, di conformismo, di matrimoni combinati e aspirazioni soffocate. Ma
anche di piccole ribellioni e di sprazzi di libertà. Istantanee di un’India attuale e priva di
ogni romanticismo esotico.
DIO ODIA IL GIAPPONE – Douglas Coupland
(Mulder)
Meno male che me so’ sfangato il
romanzo sulle donne indiane frustrate. Per carità, bello sarà stato bello, ma
appunto… Troppo complicato per me, umile portatore di pène. (Nonché di péne, ma
per questo dovrei scrivere un romanzo mio). Dio odia il Giappone è un piccolo
cult-book. Scritto dall’autore di Generazione X (e voglio dire…), profeta del
postmodernismo pop, nonché ”possibly the most gifted exegete of North American
mass culture writing today", questo strano romanzo di formazione fu
pubblicato nel 2001 soltanto in giapponese. Perché tradurre in giapponese un
testo scritto in inglese e farne di fatto scomparire la versione originale per
più di dieci anni? Un mistero sul quale andrebbe fatta luce. Nel 2012 per
fortuna è stato tradotto e pubblicato in italiano da una piccola casa editrice,
che ne ha riproposto anche le illustrazioni originali davvero fighe. Ah, manca la trama. Scusate.
La storia si concentra
su giovani giapponesi persi nel malessere che ha travolto la cultura nipponica dopo lo scoppio della bolla economica tra la fine degli anni ’80 e l’inizio
dei ’90. Si parla anche dell’attentato nella metropolitana di Tokyo del 1995,
di droghe sintetiche e di amore.
IO VI MALEDICO – Concita De Gregorio (Edmund)
“E’ la perdita del lavoro l’origine del vortice di
frustrazione, disillusione e paura che ci ha condotti qui. Non c’è altro da
fare, oggi, che non sia dare voce a chi non ha voce. E’ quello il punto di
rottura, il luogo in cui sparisce la solidarietà e il sentimento di
condivisione che è alla base dell’idea di democrazia. Perché se non hai di cosa
vivere ogni vicino è il tuo nemico.”
Io vi maledico è un libro tosto. Parla della rabbia ovattata
di una generazione “post-ottimista e iperconnessa”, di un risentimento senza
sbocco che ristagna e fermenta senza portare a una vera ribellione. Ma per
ribellarsi bisogna essere consapevoli: bisogna prima aprire gli occhi e
guardarsi in uno specchio che ci rimandi la nostra immagine nel modo più onesto
possibile. Ed è questo che prova a fare l’autrice in questo reportage in giro
per l’Italia che ha come leitmotiv la mancanza di lavoro e lo sfruttamento.
Storie di giovani e meno giovani, di madri e di figli, di eroi e anti eroi del
quotidiano, di ingiustizie ma anche di riscatto. Raccontate sempre con garbo e
partecipazione.
That’s all Folks! Speriamo che qualcuno ci abbia letto fin
quaggiù. I lettori più attenti e affezionati si accorgeranno che manca la
recensione di Io Viaggio da Sola (se non siete particolarmente attenti lo
potete vedere nella prima foto, fa lo stesso). Doveva recensirlo Scully, ma
all’ultimo momento è stata chiamata in ospedale e fare qualcosa che aveva a che
fare con delle cellule staminali (sarà vero?). Io (Mulder) non lo potevo recensire al suo posto perché è un libro da
femmina e Edmund… Boh, Edmund dopo le cinque è sempre fuori a cazzeggiare con
gli amici e appena gli chiedi un favore
extra prende d’aceto che levate. Quindi boh, se ci sarà una prossima volta
immagino che verrà recensito la prossima volta. Voi intanto continuate a
leggere, ad aprire la mente e a scrutare il cielo alla ricerca di eventuali
oggetti volanti non identificati.






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